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15 aprile 2004

I giornali I radicali e Pannella

Cosa dice Pannella, cosa scrivono i giornali

Roma, 14 aprile 2004
Ieri Alessadra Arachi ha intervistato Marco Pannella per il Corriere della sera. Vi proponiamo un confronto tra il contenuto dell'intervista e la sintesi fatta da Diego Galli, presente durante l'intervista, per comprendere meglio il rapporto tra giornalisti e Pannella. Un piccolo case study per un'analisi del giornalismo italiano messo a confronto con la comunicazione politica radicale. Mettiamo a disposizione anche la registrazione audio integrale dell'intervista.

Appunti di Diego Galli:

La prima cosa è che viene a mancare l'azione nonviolenta come ricchezza di tutti.
Senza la nonviolenza quando mai Ciampi avrebbe richiesto le carte a Castelli, quando mai Berlusconi mi avrebbe scritto quella lettera, e avrebbe deciso di saltare la Pasqua per incontrarmi? La nonviolenza crea l'urgenza, impone la soluzione di questa questione in modo prioritario. Senza questo aiuto, con tutte la altre cose che Ciampi e Berlusconi hanno da fare, si tratta di vedere se la quantità degli impegni assunti può supplire all'assenza dell'azione nonviolenta.
Lancio un appello ai 200 che hanno sottoscritto l'appello di Mieli, Panebianco, Della Loggia e Battista affinché sappiano che ora occorre supplire con un maggiore impegno.
Abbiamo messo in orbita il satellite della legalità. Occorre adesso vedere se riuscirà a restare in orbita o cadrà a terra.

La nonviolenza che noi pratichiamo parte da un principio che si è dimostrato in pratica efficacissimo: fare appello alle persone che rappresentano il potere per far forza alla loro volontà di applicare la legge.

Ho interrotto anche perché delle persone venivano sgozzate. Mentre parliamo il principio di legalità è così violato in Vietnam che stanno ammazzando della gente.
La cosa coinvolge l'Europa perché noi finanziamo quel regime, ma all'articolo 2 dei trattati commerciali c'è scritto che questi trattati devono servire a promuovere i diritti civili. I due problemi si sono mischiati e gli interlocutori che avevamo sono stati investiti anche di questo. Io ho sempre detto che dove c'è strage di legalità c'è strage di vite. In questo caso, infatti, si tratta di legalità anche per noi perché i trattati li hanno con noi.

Occorre stabilire se il potere di interdizione verrà fatto valere e se il presidente della consiglio risponderà alla legge 400 che prescrive che il presidente del consiglio per assicurare l'unità di indirizzo politico del governo può fare una serie di cose.
Ho detto che sono stato soddisfatto dell'incontro con Berlusconi perché mi sono assicurato che lui potesse ascoltare e comprendere alcune cose dalla mia voce.
Gli ho detto: se si va al conflitto di attribuzioni tu hai un sacco di problemi. Il conflitto significa che il tuo governo, quindi tu, porti a processo di fronte alla corte costituzionale il presidente della Repubblica.
La questione poi è politica, perché la Corte costituzionale fa sentenze politiche.
Tu passerai per quello che vuol fare i golpe, che addirittura porti il capo dello Stato di fronte alla Corte costituzionale.
Poi ci sono le elezioni e le speculazioni politiche, si tornerà a discutere della grazia a Sofri e non del principio di legalità.
Poi i tempi si allungano, perché non sappiamo quanto ci metterà la Corte e dirimere la controversia.
Gli ho detto: questi sono problemi tuoi. Io sono a disposizione con la mia nonviolenza per portare a soluzione in questo modo la questione.
Tutti i tg hanno detto: Pannella ha visto Berlusconi e ha sospeso lo sciopero della sete. Io avevo già bevuto prima di andare a Ciampino. Dopo essermi assicurato che Berlusconi ascoltasse alcune cose fondamentali ho messo insieme tutte le cose ottenute e ho smesso definitivamente. Berlusconi è stata solo una goccia, e neanche quella che ha fatto troboccare il vaso. Un elemento più importante è stato che il ministro degli Esteri italiano e il presidente della Commissione europea abbiano diffidato il governo vietnamita in televisione.

25/26 anni fa scrissi un manifesto appello contro lo sterminio per fame nel mondo. Scrissi che se si accettava la morte per fame di milioni di persone senza far niente, quel perimetro di morte esteriore diventava inevitabilmente un perimetro di morte interiore di noi tutti.
E' oscuro, è ingiusto, è perdente che di fronte al e ai terrorismi si ritenga di trovarsi dinanzi a un fatto innaturale sol perché questi ora colpiscono gente di pelle bianca, o anche adesso gialla. Siccome lo abbiamo detto per la fame, per i Grandi laghi, per gli iracheni ammazzati da Saddam quando nessuno fiatava, dov'è la giustizia se fiatiamo solo quando degli italiani vengono presi come ostaggi?
Io chiederò che nel 2006 i radicali promuovano, non solo in italia, le grandi liste con il simbolo di Gandhi e magari insieme la statua della libertà. Sono convinto che nel 1987, scegliendo il volto di Gandhi come simbolo del Partito radicale transnazionale, abbiamo fatto una scelta storica, profetica. Si è perdenti in un mondo nel quale Kofi Annan è andato in Rwanda durante il genocidio e non fece nulla.

Intendo nei prossimo due o tre giorni preparare un periodo di ascolto passivo di quello che senza la nostra e mia nonviolenza faranno il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e gli altri.
Quante decine di guance dimostrerà di avere il presidente del Consiglio per continuare a porgere l'altra guancia ai ministri di Lega e An, alla gente anche del suo campo? Occorre vedere quando Berlusconi deciderà di dire basta, basta ai ministri che minacciano di processare il presidente della Repubblica con il conflitto di attribuzioni.

Sono contrario alla grazia a Sofri nel senso che per me Sofri è un problema della giustizia. Quando posi il problema l'estate scorsa lo feci chiedendo se il protrarsi della detenzione di un detenuto come Sofri fosse compatibile con il diritto. Volevo sollevare il caso del detenuto ignoto, perché non è previsto un monitoraggio del detenuto, per stabilire se abbia senso che stia in carcere o se non sarebbe invece interesse della società che fosse liberato. Come mai tutti i presidenti precedenti hanno dato in 50 anni 46 mila grazie (più di mille all'anno) e questo in 5 anni soltanto 9? Perché non era libero di farlo.




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10 aprile 2004

Berlusconi scrive a Marco Pannella

Caro Marco, apprezzo i sentimenti e le ragioni che nutrono le tue battaglie da molti anni, anche quando sono solo parzialmente d accordo o in disaccordo con i tuoi mezzi e i tuoi scopi. Conosco i doveri, le responsabilità e i limiti che la Costituzione e la legge mi impongono in materie delicate, come quella del potere di concessione della grazia, che è oggetto della tua ultima iniziativa non violenta. Conosci bene le regole della politica e puoi apprezzare la differenza tra una testimonianza come la tua, di alto spessore costituzionale e legale, e una concatenazione, di cui sono in parte titolare, di atti amministrativi, legislativi e istituzionali in una materia estremamente complessa, che coinvolge la sensibilità di molti italiani, che incrocia la memoria e il dolore di tante persone direttamente e personalmente ferite dagli anni della violenza e del terrorismo, alle quali è dovuto un rispetto sostanziale e formale che sono certo tu condividi. In questa situazione, che non si può tagliare con l accetta, mi sono mosso ormai da tempo per conquistare l unità di indirizzo del governo che tu giustamente invochi, e che è sempre, ma soprattutto in questi casi, il risultato di una serie di atti di direzione e anche di persuasione politica. Cerco di lavorare al mio meglio nell interesse generale e sono convinto che con il tuo recente gesto, di così forte caratterizzazione e così personale, hai impresso a tutta la vicenda del potere di grazia un forte impulso, come testimonia la rigorosa comprensione istituzionale, fatta di parole chiare, che ti ha indirizzato il capo dello Stato. La tua salute e l orologio costituzionale Sono tuttavia preoccupato per il tuo stato di salute. Vorrei tu fossi d accordo su questa mia considerazione: l orologio costituzionale è ormai chiaramente messo in moto, e la rivisitazione della prassi accettata per lungo tempo sul potere presidenziale che ci è a cuore, è ormai un fatto compiuto. Vorrei che tu traessi le conseguenze da questa considerazione, e regolassi il tuo orologio e la tua sensibilità su questo elemento nuovo, sospendendo la tua iniziativa di digiuno totale della fame e della sete. Mi adopererò, nell ambito delle mie prerogative, per far sì che su questo principio si arrivi al più presto a una decisione giusta e condivisa. La mia opinione personale la conosci, ed è pubblica ormai dal novembre del 2002. I miei atti di presidente del Consiglio, naturalmente non tutti inscrivibili nelle mie opinioni personali, data la collegialità del nostro sistema politico e di decisione in materia istituzionale, sono seguiti fin qui e seguiranno in futuro. Con simpatia e molta cordialità

Silvio Berlusconi




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9 aprile 2004

Perchè ha bevuto pochi decilitri di liquidi... cari compagni

ROMA - Marco Pannella ha annunciato questa mattina a Radio Radicale di avere ingerito i liquidi questa notte, precisando che ha bevuto circa 6-7 decilitri in piu' riprese. ''Ho cosi' corrisposto - ha spiegato - al presidente della Repubblica e anche a Pierluigi Battista''.

Il leader radicale era al quinto giorno di sciopero della sete. E' stata utilie la mediazione del consigliere giuridico del Quirinale Salvatore Sechi ambasciatore di Ciampi presso Pannella. Ha consegnato il messaggio del presidente della Repubblica. Ha parlato. Ha spiegato. Ha assicurato che c'e' la volonta', l'impegno, la determinazione. Ma ci sono anche tempi tecnici che nessun digiuno puo' forzare, e non sono compatibili con l'umana resistenza in caso di digiuno totale. Solo per Bompressi, sono migliaia e migliaia i fogli da leggere. Il fascicolo e' molto voluminoso, a causa della tormentata vicenda processuale del delitto Calabresi, dei ricorsi, degli appelli. E poiche' il fascicolo giunge con il parere negativo del ministro, quelle carte vanno lette con particolare attenzione per motivare un decreto di grazia.

09/04/2004 09:42




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9 aprile 2004

Pannella beve

Pannella sospende
lo sciopero della sete

ROMA - Dopo l'allarme dei medici e gli appelli affinché sospendesse lo sciopero della sete, Marco Pannella ha annunciato questa mattina a Radio Radicale di avere ingerito i liquidi questa notte. Il leader radicale, che è in sciopero della sete ha precisato che ha bevuto circa 6-7 decilitri in più riprese. "Ho così corrisposto - ha spiegato - al presidente della Repubblica e anche a Pierluigi Battista". Il Capo dello Stato aveva invitato il leader radicale a sospendere lo sciopero della sete.




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8 aprile 2004

hanno aderito all'appello

L’APPELLO PER MARCO

Da “Il Foglio” del 7 aprile 2004

“Ci fidiamo di Marco Pannella e della sua storia di difensore battagliero e irriducibile della legge e del diritto. Ancora una volta Pannella ha trovato la strada giusta per conciliare le esigenze della grazia e della giustizia con la rivendicazione della legalità sancita dalle norme della Costituzione. Siamo dalla sua parte mentre sta facendo lo sciopero della sete per dimostrare l’insostenibilità dell’immobilismo e dell’indifferenza”.
Pierluigi Battista, Ernesto Galli Della Loggia, Paolo Mieli, Angelo Panebianco.

Hanno aderito: Giorgio Albertazzi, Adam Michnik, Pippo Baudo, Silvia Berti, Milva Biolcati, Caterina Caselli, Vincenzo Cerami, Alessandro Cecchi Paone, Athina Cenci, PietroCalabrese, Daniel Cohn-Bendit, Luciano De Crescenzo, Fabio Fazio, Alain Finkielkraut, Carlo Freccero, Raffaele La Capria, Luciana Littizzetto, Peter Schneider, Elvira Sellerio, Paola Turci, Paolo Virzì, Luisa Adorno, Marco Taradash, Lea Massari, Giulia Massari, Carlo Massarini, Mario Signorino, Roberta Tatafiore, Luigi Magni, Aldo Loris Rossi, Vincenzo Gallo, Liliana Cavani, Renato Borruso, Giuseppe Corasaniti, Carlo Panella, Roberto Arditti, Giuseppe Loteta, Carla Fracci, Annamaria Guarnieri, Francesco Merlo, Franca Zambonini, Mario Valdemarin, Ornella Vanoni, Adele Cambria, Bartolomeo Giusti, Roberto Micheli, Antonio Ghirelli, Miranda Martino, Ilaria Occhini, Massimo Saraz, Nicola Caracciolo, Fabrizio Zampa, Giuliano Zincone, Paolo Liguori, Ferdinando Imposimato, Beppe Grillo, Grazia Scuccimarra, Giorgio Antonucci, Giacomo Marramao, Vittorio Taviani, Beppe Menegatti, Carola Stagnaro, Lina Wertmuller, Dario Vergassola, Michele Mirabella, Giorgio Faletti, Mario Missiroli, Giuliano Montaldo, Lucilla Morlacchi, Enrico Vaime, Franco Migliacci, Carlo Massarini, Moira Orfei, Carduccio Parizzi, Stella Pende, Annamaria Proclemer, Paolo Pietrangeli, Renato Scarpa, Italo Mereu, Enzo Sellerio, Oliviero Toscani, Alessando Haber, Maurizio Capponi, Rossella Malaspina, Tullio Pironti, Damiano Damiani, Giovanni Battista Ferri, Rosa Filippini, Aldo Pacifici, Tony Garrani, Pietro Verni, Silvano Tartarini, Lamberto Sposini, Enzo Siciliano, Gianfranco Spadaccia, Margaret Mazzantini, Sergio Castellitto, Giorgio Meletti, Giuseppe Aleffi, Raffaele Nigro, Gad Lerner, Ermete Realacci, Valeria Ajovalasit, Raimondo Cubeddu, Marco Tardelli, Susanna Marcomeni, Nicola Pietrangeli, Pedro Scassa, Enzo Lombardo, Pietro Toesca, Athos Bigongiali, Luis Enrique Bacalov, Toni Capuozzo, Giancarlo Sbrizzolo, Claudio Piersanti, Cinzia Leone, Sergio Staino, Chicco Funaro, Amato Lamberti, Umberto Colombo, Mila Vannucci, Mauro Spignesi, Ivo Garrani, Lucrezia Lante della Rovere, Francesca Romana Coluzzi, Franco Mannino, Gianfranco Manfredi, Anna Padovani, Paolo Brogi, Leo Solari, Ennio Morricone, Sebastiano Calabrò, Alberto Bevilacqua, Valeria Gandus, Mario Petrina, Luca Barbareschi, Achille Bonito Oliva, Enrico Maghenzani, Alda Croce, Antonello Sette, Remo Girone, Andrea Mirò, Enrico Ruggeri, Bernardo Bertolucci, Carlo Ginzburg, Igor Man, Laura Lattuada, Gianni Garko, Lorenzo Del Boca, Roberto Herlitzka, Mario Zucca, Lidia Ravera, Renato Mannheimer, Sebastiano Maffettone, Francesco Nuti, Stefano Santospago, Francesco Micheli, Giancarlo Zanetti, Nathalie Caldonazzo, Ferruccio de Bortoli, Fernando Savater, Cristina Comencini, Giulio Meotti, Massimo Lensi, Carmelo Passarini, Glauco Onorato, Sabina Ciuffini, Paola Di Caro, Sergio Seminara, David Riondino, Luigi De Marchi, Angelo Guglielmi, Gian Antonio Stella, Ugo Riccarelli, Vieri Razzini, Paolo Laterza, Katia Ricciarelli, Corrado Caruso, Paola Cacianti, Valeria Viganò, Adelmo Manna, Memo Remigi, Chiara Valentini, Lidia Croce Herling, Enrico Alleva, Enrico Deaglio, Maurizio Costanzo, Mario Stanganelli, Eugenia Roccella, Daniele Scalise, Renato Borzone, Giuliano Dominici e il Direttivo della Camera Penale di Roma all'unanimità, Paola Severini con tutta la redazione di Angelipress, Stefano Menichini. Vasco Rossi, Adriano Ariè, Oliviero Beha, Roberta Manfredi, Margherita Hack, Renato Minore, Giuseppe Manfridi, Marco Berti, Giuseppe Carletti, Ubaldo Pantani, Antonio Papisca.


Hanno aderito i redattori del Giornale Marianna Bartoccelli, Guido Mattioni, Massimiliano Scafi, Roberto Scafuri.
Hanno aderito dalla redazione di Libero Renato Farina, Mattia Feltri, Vittorio Feltri, Carlo Sala, Andrea Scaglia, Maurizio Zottarelli.
Ha aderito all’unanimità il Consiglio comunale di Roma




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8 aprile 2004

I segnali di fumo

Pannella e il Quirinale. Non bastano i segnali di fumo

8 aprile 2004
Una lunga conversazione tra gli uffici giuridici del Quirinale e la sorella di Marco Pannella. La racconta, in un editoriale che sarà pubblicato domani, Il Foglio di Giuliano Ferrara. «Nella prima mattinata dell'8 aprile, tra le ore 3 e le ore 4, si è svolta una lunga conversazione tra gli uffici giuridici del Quirinale, al massimo livello di titolarità, e la signora Liliana Pannella».
«Nel corso della conversazione - scrive ancorail quotidiano - sono stati ulteriormente definiti i contenuti concreti della dichiarazione rilasciata la sera precedente a nome del presidente della Repubblica, per ribadire la ferma intenzione di svolgere la procedura già avviata in materia di potere di grazia fino a un chiarimento definitivo».

Sarebbero emersi anche alcuni particolari. Dal Foglio si apprende che le carte sulla richiesta di grazia di Ovidio Bompressi, richieste dalla Presidenza della Repubblica a via Arenula nei giorni scorsi, sono arrivate sul tavolo di Carlo Azeglio Ciampi ieri alle otto di sera e che ne è già stata iniziata la lettura. Inoltre nell'editoriale si scrive che il Quirinale avrebbe espresso la volontà di «procedere speditamente pur tenendo ferma la necessità di rispettare tempi tecnici di esame». «Gli uffici - scrive Il Foglio - affermano letteralmente che non si perderà un minuto. L'osservanza rigorosa, fattiva e spedita di questa procedura è già pubblicamente nota da un certo tempo».

Immediata la risposta di Marco Pannella. «Non sono un capo indiano al quale mandare messaggi coi segnali di fumo...» - dice il leader radicale. Per quanto riguarda le sue condizioni fisiche, a quattro giorni dalll'ultimo bicchiere d'acqua, Pannella dichiara di «stare bene». Questa mattina, comunque, i cinque medici che lo hanno in cura, lo hanno visitato per un'ora e mezza. Non hanno ancora reso noto il bollettino medico. Ma, ricorda lo stesso Pannella, «mi hanno accordato il permesso di partecipare oggi alla trasmissione televisiva di Pierluigi Battista». (r.j.)




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8 aprile 2004

La non verità

I Radicali lo ripetono continuamente, ma l'Ansa non l'ha ancora capito

I Radicali lo dicono continuamente. Marco Pannella non sta scioperando affinché Ciampi conceda la grazia ad Adriano Sofri, ma per restituire al Capo dello Stato il suo potere. Sulla questione tecnico-giuridica, poi, a Radio Radicale si sono espressi moltissimi costituzionalisti. Decine e decine. Tutti hanno chiarito che il ministro della Giustizia non ha nessun potere di interdizione.

Eppure oggi l'Ansa, in un'agenzia battuta alle 10,59 per la stampa estera scrive: «Italian Radical party veteran Marco Pannella went into his fourth day of a thirst strike today, refusing to drink water despite a message from President Carlo Azeglio Ciampi. Pannella wants Ciampi to issue a presidential pardon to Adriano Sofri, who is serving a 22-year prison sentence for involvement in the May 1972 murder of Milan police commissioner Luigi Calabresi. Pannella's strike is part of a wider campaign to obtain a pardon for the former leftist militant, now a respected columnist and pacifist intellectual who writes newspaper articles from his prison cell. Attempts to obtain the pardon have been scotched by Justice Minister Roberto Castelli, whose consent is technically necessary».

Errore, o esatta disinformazione, non è dato saperlo. Ma per i radicali non è né una sorpresa né una novità.
Ad ogni modo, forse serve ripeterlo ancora una volta: Pannella parte dal caso del detenuto noto, in Italia e non solo, Adriano Sofri, per affermare un principio di legalità che garantirebbe soprattutto il detenuto ignoto. Vale a dire tutti coloro che potrebbero più facilmente beneficiare della grazia se la possibilità di graziare fosse restituita pienamente al Capo dello Stato. Se la grazia fosse liberata dal peso e dai vincoli di una prassi maturata contra legem, a dispetto del dettato costituzionale.




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8 aprile 2004

SCRIVI A PANNELLA

http://appo.radioradicale.it/contact_pannella/index.html




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8 aprile 2004

Scrivi a Pannella

Sono rimasto molto contento che in quest'area di internet ci sono molti che hanno sollevato il problema Pannella, nel bene o nel male...

vi segnalo un blog da cui potete scrivere direttamente a Marco Pannella per fargli sapere cosa ne pensate della sua azione.

http://blog.radioradicale.it/blog/data/sete/




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8 aprile 2004

Il parlamento Europeo si esprime sullo sciopero di Pannella

Sciopero della sete di Pannella. I vice presidenti del Pe si augurano vada a buon fine

Bruxelles, 7 Aprile 2004. Dichiarazione congiunta dei Vice-Presidenti del Parlamento europeo, Guido Podestà e Renzo Imbeni

«Come Vice-presidenti del Parlamento europeo seguiamo con attenzione lo sciopero della sete intrapreso dal collega Marco Pannella riguardo alle prerogative del Presidente della Repubblica in merito al potere di Grazia. Rispetto alla questione - sollevata inizialmente da Pannella nei mesi scorsi - della amministrazione della giustizia, che è certamente questione distinta da quella del Potere di Grazia, vogliamo sottolineare e ribadire il testo approvato dal Parlamento Europeo nel settembre scorso sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea, che testualmente recita:

Il Parlamento europeo

(...) Ritiene a questo proposito che, anche in base ai principi di legalità, di democrazia e rispetto dello Stato di diritto comuni agli Stati membri e fondamento dell'Unione europea, debba essere maggiormente monitorata e considerata dalle autorità nazionali competenti l'effettiva legittimità del protrarsi della detenzione dei detenuti il cui vissuto carcerario e la cui attività civile e sociale, successiva al compimento dei reati loro ascritti, dimostrino compiuta la funzione della detenzione quale strumento di recupero e di positiva reintegrazione sociale; ritiene particolarmente eloquente, ad esempio, il caso italiano di Adriano Sofri, così come è stato ed è riconosciuto da massime autorità dello Stato, dalla maggioranza assoluta dei parlamentari e dai più autorevoli organi di stampa di opposte tendenze nonché da ambienti e personalità autorevoli a livello europeo. (...)

Ci auguriamo non solo che l'azione di Pannella possa giungere a un esito positivo, ma che anche gli obiettivi indicati da questo Parlamento possano trovare un fattivo riscontro»




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